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Bio edilizia - Case in legno su terreni edificabili e non edificabili

  • Studio Marco Nobili
  • 14 set 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 9 dic 2020

SI PUO' COSTRUIRE UNA CASA IN LEGNO SU UN TERRENO NON EDIFICABILE?


Sono in molti a chiedersi se una casa in legno può rappresentare una scappatoia dai limiti alle costruzioni imposti dall'edificabilità dei terreni. La risposta è senza dubbio un netto no. Le case in legno in quanto edifici stabili veri e propri seguono la stessa trafila amministrativa e burocratica necessaria per i tradizionali edifici in mattone.

La bio edilizia quindi non è la nuova frontiera dell'abusivismo ma un sistema costruttivo innovativo che pone l'attenzione sull'efficienza energetica ed il contenimento dei consumi.


COSA RENDE UN TERRENO EDIFICABILE?


Un terreno edificabile deve avere molte caratteristiche, ma alcune vengono considerate generaicamente rilevanti e necessarie in tutti i casi. Tra queste vediamo l'essere in prossimità di una zona già parzialmente edificata,o comunque servita dei servizi di urbanizzazione principali, e essere fuori da fasce particolari di rispetto.

Per fasce di rispetto intendiamo tutte quelle aree dove si è impossibilitati per legge a costruire come ad esempio quelle sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistiche.


CHE DIMENSIONI HA UN TERRENO EDIFICABILE?


La normativa in fatto di terreni edificabile (l’articolo 873 del Codice Civile) indica che la distanza minima tra due costruzioni indipendenti, ovvero tra due costruzioni del tutto indipendenti e non quindi di edifici contigui come le tipiche villette a schiera, deve essere pari a tre metri. Lo scopo è evitare lo svilupparsi di viottoli angusti che rendano difficile il passaggio dell'aria favorendo l'umidità e comportando rischi dunque per la salute. Inoltre uno spazio stretto e poco visibile potrebbe comportare notevoli rischi anche per la sicurezza.

Ancora più stringente dall’applicazione del Decreto interministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968. Il decreto stabilisce una distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti. Lo stresso decreto istituisce un ulteriore limite che prevede che la distanza tra gli edifici e le strade debba essere al minimo uguale alla dsimenisone di larghezza della sede stradale più una maggiorazione prevista dettagliata nella legge.

In aggiunta a tutto ciò i regolamenti locali possono decidere per una distanza maggiore.


COME CI SI ACCERTA DI NON INFRANGERE REGOLE?


Probabilmente il modo per essere davvero sicuri di non infrangere alcuna regola e non incorrere in multe future, o rallentamenti e fermi alla costruzione è coivolgere un Geometra esperto che sia aggiornato e in continua comunicazione con le istituzioni comunali e provinciali rilevanti.

Lo Studio Nobili di Marco Nobili a Fara Sabina può aiutarti a gestire le pratiche per il tuo progetto di eco edilizia.

Contattaci per ottenere tutte le informazioni necessarie.



 
 
 

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